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ACQUAFITNESS E ACQUAGYM: PERCHÉ FUNZIONANO DAVVERO

ACQUAFITNESS E ACQUAGYM: PERCHÉ FUNZIONANO DAVVERO

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L’AcquaFitness* comprende un insieme di attività motorie svolte in acqua con finalità allenanti, e
l’AcquaGym* è una delle sue declinazioni più diffuse. È una disciplina semplice, accessibile e
sorprendentemente efficace, tanto che viene spesso consigliata a persone di età e livelli di forma
molto diversi. Il fatto che non sia necessario saper nuotare — l’acqua arriva solitamente
all’ombelico o al torace e i piedi rimangono saldi sul fondo — la rende un’opzione piacevole anche
per chi non si sente a proprio agio in vasca profonda. Ma il vero motivo del suo successo va
ricercato nelle caratteristiche fisiche dell’acqua e nei loro effetti sul corpo umano.

In acqua, il corpo sperimenta contemporaneamente minor carico e maggiore resistenza. La spinta
di Archimede*
riduce il peso corporeo percepito, fino al 90% quando l’acqua arriva al torace
(Becker, 2009), permettendo di muoversi con una libertà difficile da trovare a terra. Questa
riduzione del carico rende i movimenti più fluidi e accessibili anche a chi ha limitazioni articolari o
dolore cronico. Parallelamente, la resistenza dell’acqua — molto superiore a quella dell’aria —
obbliga i muscoli a lavorare in maniera continua, armonica e tridimensionale, cosa confermata dagli
studi che evidenziano miglioramenti della forza degli arti inferiori, della mobilità e della stabilità
posturale in chi pratica esercizio in acqua (Tsourlou et al., 2006).

Questa combinazione fa sì che l’AcquaGym non sia soltanto “ginnastica dolce”, come talvolta viene
liquidata superficialmente, ma un metodo allenante completo, capace di offrire benefici concreti
senza sovraccaricare le strutture articolari. L’attività motoria in acqua, infatti, tende a produrre
meno lattato rispetto all’esercizio svolto a terra, come mostrano anche le misurazioni di Pöyhönen
et al. (2002): ciò significa che ci si affatica, sì, ma senza l’accumulo di metaboliti che genera
bruciore muscolare e senza incorrere nelle classiche DOMS* dei giorni successivi. È un
allenamento intenso ma sostenibile, e proprio questa sostenibilità permette di mantenere una buona
regolarità nel tempo.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda gli effetti dell’acqua sulla circolazione. La pressione
idrostatica*
esercita una sorta di compressione naturale sui tessuti, favorendo il ritorno venoso e
linfatico. Chi soffre di gambe pesanti avverte spesso un sollievo immediato: non è un’impressione,
ma una conseguenza fisiologica documentata. Studi come quello di Gao et al. (2018) mostrano che
l’esercizio in acqua incrementa il ritorno venoso in misura maggiore rispetto allo stesso esercizio
svolto a terra. Questo non “cura” la cellulite — che è una condizione strutturale del tessuto
connettivo — ma può ridurre il gonfiore e migliorare la percezione di leggerezza, due fattori che
incidono molto sull’aspetto delle gambe.

I benefici non si fermano qui. Il galleggiamento parziale permette alla colonna vertebrale di
“decomprimersi”, riducendo la pressione sui dischi e allentando la tensione dei muscoli
paravertebrali. Non sorprende che la letteratura sull’esercizio acquatico riporti miglioramenti nel
dolore lombare e nella funzionalità nei soggetti con low-back pain (Barker et al., 2022). Anche per
le donne in gravidanza l’acqua è un ambiente ideale: allevia il peso corporeo, riduce il gonfiore e
consente movimenti ampi senza stress sulla schiena. Studi osservazionali indicano che le future
mamme traggono vantaggio in termini di comfort, mobilità e benessere (Szabo et al., 2019).

Infine, l’acqua modifica anche il modo in cui ci percepiamo. I movimenti diventano più lenti,
continui, armoniosi: l’acqua accompagna, sostiene, ammortizza. Dopo una lezione, la sensazione di
rilassamento è quasi inevitabile. Non è semplice suggestione: l’ambiente acquatico favorisce una
riduzione dell’attivazione simpatico-adrenergica e un incremento dell’attività parasimpatica, cioè
dei sistemi che facilitano il recupero psicofisico (Becker, 2009). È un allenamento che lascia
addosso la sensazione di aver lavorato bene, senza aver “lottato” contro il corpo.

In questo senso, l’AcquaGym non è soltanto un’attività “per tutti”, ma una forma di movimento
intelligente, che sfrutta in modo scientificamente fondato le proprietà dell’acqua per allenare forza,
resistenza, mobilità, circolazione e benessere generale. Non sorprende che venga scelta tanto da
sportivi quanto da persone che cercano un modo di tornare ad allenarsi senza dolore: è un ambiente
che accoglie, sostiene e rende possibile ciò che fuori dall’acqua sarebbe più faticoso.

***DIZIONARIO DEL COACH***

*AcquaFitness
Insieme delle attività motorie svolte in acqua con finalità allenanti (acquagym, hydrobike, acqua
circuit, ecc.).

*AcquaGym / Aquagym
Branca dell’acquafitness che utilizza movimenti ritmati in acqua bassa; il nome deriva da aqua
(acqua) + gym(nastic) (ginnastica).

*Pressione idrostatica
Compressione naturale esercitata dall’acqua. Favorisce il ritorno venoso e linfatico.

*Spinta di Archimede
Forza che riduce il peso corporeo percepito durante l’immersione, permettendo movimenti più ampi
e meno dolorosi.

*DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness)
Dolore muscolare ritardato tipico degli allenamenti intensi. Molto meno pronunciato nelle attività
acquatiche.

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